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sabato 4 marzo 2017

Hundreds of dead babies found in secret mass grave at Catholic orphanage

A “significant” quantity of human remains has been discovered in "underground chambers" at the Sisters of the Bon Secours in Tuam, Co Galway.

Up to 800 tiny bodies are thought to have been buried at the former home for unmarried mothers and their babies.
The age of children – many of whom are thought to have died in the 1950s – is believed to range from 35 foetal weeks to three years.
Remains were found in at least 17 of 20 underground chambers dug up at the site.
The pit where the bodies were discovered is believed to have been used as a sewage tank.
The grisly find was made by the Commission of Investigation into Mother and Baby Homes – which was set up to probe abuse at the religious “mother and baby homes”.
A statement from the investigation said: "The commission is shocked by this discovery and is continuing its investigation into who was responsible for the disposal of human remains in this way.”
Thousands of unwed mums were locked away in the controversial homes in the 20th century.
There babies often disappeared – with deaths recorded but no records of their burial made.
As many as half of children at the homes died – and more than 3,200 are believed to have been buried at the Sisters of the Bon Secours home and three others nearby.
Other “little angels” plots are believed to be at Sean Ross Abbey, Tipperary – where the story of Philomena Lee began – Bessborough, Co Cork, and Castlepollard, Co Westmeath.
Ms Lee’s life was made into the 2013 film Philomena, starring Steve Coogan and Dame Judi Dench.

Ireland's Children's Minister Katherine Zappone TD described the discovery as "very sad and disturbing news."
She said: “It was not unexpected as there were claims about human remains on the site over the last number of years.”
"Up to now we had rumours.
“Now we have confirmation that the remains are there, and that they date back to the time of the mother and baby home, which operated in Tuam from 1925 to 1961."


Una immensa fossa comune con i resti di circa 800 bambini. Dopo anni di denunce, sospetti e insabbiamenti su una pagina buia della storia recente irlandese, ora ci sono le prove inoppugnabili dell'orrore: nel sito dove si trovava la Bon secours mother and baby home a Tuam, nella contea di Galway, sulla costa occidentale della Repubblica, c'è una struttura sotterranea, divisa in venti camere, che contiene "significative quantità di resti umani". Lo ha scoperto un gruppo di investigatori nominati dal governo di Dublino per far luce sulle strutture che accoglievano gli orfani, le madri nubili e i loro bambini.


La commissione, che ha iniziato le ricerche nell'ex istituto religioso nell'ottobre del 2016, ha detto che l'analisi del Dna di alcuni del resti rivela che i bambini avevano tra le 35 settimane e i tre anni. I cadaveri sarebbero stati seppelliti nel periodo di attività del centro, quindi tra il 1925 e il 1961, ma soprattutto durante gli anni Cinquanta, quando in Irlanda c'erano oltre dodici orfanotrofi che ospitavano bambini e madri nubili. La casa di Tuam chiuse nel 1961.

L'ospizio, gestito dalle Bon secours sisters, un ordine religioso femminile cattolico, accoglieva le ragazze non sposate e le aiutava a partorire. Le ragazze venivano poi separate dai loro bambini, che venivano portati altrove nella struttura e allevati dalle suore finché non venivano adottati.

Il governo irlandese ha istituito nel 2015 la Mother and baby homes commission of investigation (Mbhcoi) a seguito del lavoro della storica di Tuam, Catherine Corless, che trovò i certificati di morte di quasi 800 bambini, ma le tombe di solo due di loro. "Tutto indicava che questa zona fosse una fossa comune" ha detto Corless al Guardian, ricordando come a metà degli anni Settanta un gruppo di ragazzi che giocava nel campo vide un mucchio di ossa in una camera sotterranea.

Dopo il 'mea culpa' della chiesa cattolica irlandese, che aveva in gestione molti di questi centri è emerso che chi viveva nelle 'case' soffriva malnutrizione, malattie e miseria, con altissimi livelli di mortalità. Molti dei piccoli non riuscivano a sopravvivere a quegli stenti e una volta morti i loro corpi venivano disposti in modo piuttosto sbrigativo all'interno di fosse comuni, tra l'altro senza alcuna indicazione delle loro identità. Una pratica comune nelle strutture cattoliche, in un Paese che al tempo aveva tassi di mortalità infantile altissimi.

La responsabile del governo per l'infanzia, Katherine Zappone ha detto che i resti del bambini troveranno adeguata sepoltura e commemorazione e che le famiglie verranno consultate. In un comunicato la commissione pubblica d'inchiesta si è detta "scioccata" per quanto scoperto sino ad ora. Quella di Tuam non era l'unica struttura del genere in funzione. Se ne contavano almeno una decina sparse in tutta l'Irlanda, dove vennero mandate circa 35 mila donne incinte ma non sposate, di fatto per isolarle dal resto della società.

Erano stati gli stessi vescovi irlandesi ad ammetterlo: "Purtroppo c'è stato un tempo in cui le madri non sposate erano spesso giudicate e rifiutate dalla società, compresa la Chiesa".

Una vicenda legata a questa realtà è stata raccontata anche in film come 'Magdalena' e 'Philomena'. Ques'ultima, in particolare, è la storia vera di una donna che per cinquant'anni cerca quel figlio che da giovane ragazza madre aveva dovuto dare forzatamente in adozione ad una coppia americana, seguendo la volontà delle suore di un istituto religioso irlandese in cui aveva partorito.


Irlanda, fossa comune vicino ad un ex istituto religioso con i cadaveri di 800 bambini 03 marzo 2017


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Christian Brother "monster" pedophile sentenced 3 marzo 2017



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