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American Carnage: Woman killed family, herself in triple murder-suicide

(KEEGO HARBOR, Mich.) — Autopsies show a suburban Detroit woman fatally shot her husband, son and daughter before killing herself. ...

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domenica 11 dicembre 2016

Strage di Erba: la Vita dopo l'Orrore

Dieci anni fa la mattanza di Erba: Rosa e Olindo uccisero quattro vicini


L’11 dicembre del 2006 in un appartamento era divampato un incendio. Accorsero i pompieri, trovarono quattro cadaveri: Raffaella Castagna, 30 anni, il figlio Youssef, 2 anni, la madre Paola Galli, 57 anni, la vicina di casa Valeria Cherubini, 55 anni. Il marito della Cherubini, Mario Frigerio, 63 anni, si salvò perché una malformazione congenita della carotide deviò il coltello dell’assassino che gli trapassava la gola. Massacrati con un coltellino e un grosso coltello e dai colpi alla testa sferrati con un corpo contundente, forse una spranga. La Cassazione ha definitivamente consegnato all’ergastolo Olindo Romano, netturbino, oggi 54 anni, e la moglie Rosa Bazzi, colf molto apprezzata dalle signore, i vicini del cortile, 53 anni. Una storia di liti condominiali sfociate in odio e di lì in strage, hanno stabilito i giudici. La strage di Erba.

Dalle scale scendeva una cascata di acqua mista a sangue. Il ballatoio. La rampa di scale salita da Valeria Cherubini, inseguita dal suo assassino, il tempo di entrare nella mansarda, rannicchiarsi accanto a una finestra, ricevere la morte. Mario, il marito, è scomparso tempo fa. Nella loro casa oggi abita una giovane coppia, proprietaria di un bar.
Carlo Castagna ha dato in comodato alla Caritas l’appartamento dove sono morti la moglie, la figlia, il nipotino. Da due anni ci vive una famiglia della Nuova Guinea. Aisha esce con i suoi tre bambini, sorriso fresco, inconsapevole di quanto accadde in quelle stanze. Tre anni fa è morto anche Pietro Ramon, l’anziano vicino di ballatoio di Raffaella. Non gli arrivò nulla. I problemi dell’udito e la cuffia che portava per ascoltare la televisione lo divisero dall’orrore. Nell’alloggio si sono trasferiti il figlio Lidio, dipendente comunale, e la moglie. 
Claudia Canali era scesa per depositare l’immondizia quando si alzarono le prime volute di fumo. Le avvistò Vittorio Ballabio, che scuoteva la tovaglia dal balcone di casa. Citofonò al vicino Glauco Bartesaghi, marito di Claudia, vigile del fuoco volontario. Mentre Ballabio chiamava il 115 dei Vf e prendeva un estintore, Bartesaghi salì al primo piano. Mario Frigerio era steso sul pianerottolo, il volto coperto di sangue e fumo ma vivo. Glauco entrò nell’appartamento, trascinò fuori il corpo straziato di Raffaella. Pensò al bambino, le fiamme lo respinsero. «Ogni volta - dice Claudia Canali - che esco dopo cena a posare la carta e la plastica penso che era un lunedì anche allora. Dopo dieci anni sono rimasti incredulità, amarezza. E anche un po’ di paura, quella che ti viene se pensi di avere un vicino di casa all’apparenza normale e poi scopri che invece è una persona delirante. Spero solo che Azouz non si faccia più né vedere né sentire. Ogni tanto tira fuori storie strane. Voi giornalisti non dategli retta».

Erba, la vita dopo l'orrore: dieci anni fa la strage di Rosa e Olindo GABRIELE MORONI 11 dicembre 2016

Strage di Erba, 10 anni dopo Rosa e Olindo si dicono innocenti 9 dicembre 2016









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