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(KEEGO HARBOR, Mich.) — Autopsies show a suburban Detroit woman fatally shot her husband, son and daughter before killing herself. ...

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venerdì 2 dicembre 2016

Cyberbullying Suicides

Oltre 480 segnalazioni giunte al Punto Ascolto, quattro casi di suicidio e ben 27 «tentativi», 84 casi di autolesionismo grave, 397 segnalazioni di bullismo-cyberbullismo

Sono soltanto alcuni dati relativi all’anno 2015-2016 che fotografano la preoccupante realtà del disagio giovanile resa nota ieri da Giuliana Guadagnini responsabile del Punto Ascolto per la prevenzione del disagio scolastico e del bullismo per Verona e provincia. 

Un report che fa riflettere e attorno al quale si concentrano, per contrastare il fenomeno e dare sostegno ai ragazzi, gli sforzi di istituzioni e forze dell’ordine, dei Centri di Informazione e Consulenza del dipartimento delle Dipendenze delle Ulss 20, 21 e 22 oltre all’Ufficio scolastico territoriale (Provveditorato) nella cui sede si trova il Punto d’Ascolto.

Ai Centri territoriali di supporto, per scelta del ministero, sono stati affidate le azioni di contrasto al bullismo e al cyberbullismo dato che questi fenomeni coinvolgono soggetti, bulli e vittime, che vivono in una situazione di forte disagio e che richiedono particolari attenzioni. «I cosiddetti bulli e cyberbulli, infatti», spiega la psicologa Guadagnini, «si possono configurare, alla stregua delle loro vittime, come adolescenti che necessitano dell’azione coordinata della comunità educante, almeno in alcune fasi del loro percorso scolastico, per far fronte alle esigenze educative speciali che richiedono misure necessarie per un loro recupero sia da un punto di vista educativo che sociale».

Il Punto Ascolto dell’Ufficio Scolastico dal 2007 affronta quelle sfide fronteggiate nella quotidianità da insegnanti, istruttori, educatori, dirigenti scolastici, genitori e correlate al disagio scolastico, al bullismo, all’uso improprio della rete e dei nuovi dispositivi digitali da parte dei giovani. Molto del disagio scolastico e del bullismo che arriva al Punto Ascolto infatti è derivante da situazioni connesse al web. Infatti i comportamenti devianti aggressivi, persecutori, passano attraverso i social network, i blog, le chat, i news-group, i forum: diffusione di messaggi via sms, e-mail con contenuti violenti, offensivi o volgari (il flaming), invio ossessivo di messaggi denigratori, di carattere persecutorio (harassment o put down, mirato a demolire la reputazione di una persona), troll (messaggi provocatori o insinuatori, finalizzati a infastidire, disturbare), diffusione di immagini, magari sexy o hot «rubate» violando l’account della vittima. E ancora, diffusione di dati personali, furto d’identità o sostituzione di persona (masquerade) per creare profili fittizi sui social o spedire messaggi a nome altrui; banning o exclusion, cioè l’esclusione della «vittima» da una community on line, Internet polling, quando si lanciano sondaggi on line per classificare le vittime in base ai loro difetti.

In alcuni casi come il cyberstalking o la pedopornografia on line si tratta di veri e propri reati, prova di quanto sia labile, a volte, il confine tra cyberbullismo e cybercrime. Generano disagio, vergogna, sofferenza, isolamento, depressione. Difficilmente ci si può difendere: il web non ha limiti spazio-temporali quindi spegnere il cellulare non protegge e la vittima è sempre esposta; il web permette di agire rimanendo anonimi o dietro un nickname, un’identità fittizia, che allenta i freni etici e inibitori.

I giovani tra i 12 e i 19 anni trascorrono il loro tempo libero, quando sono da soli, prevalentemente con il telefono cellulare o su Internet, preferendo questi media digitali ormai anche alla televisione.

A Verona è operativo un tavolo tecnico per le Emergenze Educative, con la supervisione del provveditore Quaglia, formato da dirigenti scolastici, un legale dell’Ufficio Territoriale e la dottoressa Guadagnini per l’organizzazione, la realizzazione, il sostegno e supporto di iniziative attività proposte regolamentative e coordinamento con gli altri enti sull’aspetto del disagio scolastico e la prevenzione dei comportamenti devianti e bullismo nel mondo scuola.


Bullismo, tre minorenni agli arresti domiciliari 2 dicembre 2016 




‘L’INFERNET’ DELL’ODIO – UNA 14ENNE SI SUICIDA PER GLI INSULTI DEI CYBERBULLI 12 FEB 2014





Brandy Vela, da Texas City, Stati Uniti, si è sparata proprio davanti ai suoi cari, dopo aver inviato loro un messaggio: "Vi voglio bene, mi dispiace di tutto". La giovane era stata sempre presa in giro a scuola, e poi su Facebook, per il suo peso.

Una ragazza di 18 anni si è sparata davanti alla sua famiglia dopo essere stata “portata al suicidio da un’inesorabile spirale di cyber-bullismo". Brandy Vela, da Texas City, Stati Uniti, ha inviato un messaggio ai sui cari nel quale manifestava le sue insane intenzioni: “Vi voglio davvero bene, mi dispiace tanto per tutto". I suoi genitori e i suoi nonni si sono precipitati a vedere cosa stava succedendo, e hanno trovato Brandy  nella sua camera da letto. Proprio in quell’istante la 18enne si è uccisa. "Ho sentito qualcuno piangere così sono andata di sopra, ho guardato nella sua stanza e c’era lei contro il muro. Aveva una pistola e piangeva: ‘Brandy ti prego non farlo, Brandy no'", ha ricordato la sorella Jackie a Houston News. La ragazza è poi morta in ospedale.

Jackie ha rivelato che la sorella era sempre stata presa di mira per il suo peso, ma negli ultimi mesi nei suoi confronti si era scatenata “una campagna implacabile di cyberbullismo”. “Hanno creato dei falsi profili su Facebook e le scrivevano dei messaggi orribili: ‘Perché sei ancora viva?' Lei era una persona magnifica. Ma l'unica cosa che la gente riusciva a pensare era quello che riguardava il suo peso” dice ancora Jackie. "Abbiamo cercato di convincerla a mettere giù la pistola, ma era determinata. Ha detto che non poteva tornare indietro. E’ un’immagine che mi porterò sempre dentro. Non auguro a nessuno davvero di vivere quel momento” ha detto Raul Vela, il padre di Brandy. Il dipartimento di polizia di Texas City ha fatto sapere che sta esaminando le accuse di bullismo, ma non ci sono ancora indagati.


Usa, ragazza suicida per cyberbullismo: "La polizia le aveva detto: non possiamo fare nulla" 2 Dic 2016

Cyberbullying pushed Texas teen to commit suicide, family says December 2, 2016










Rimini, filmata dalle amiche mentre viene stuprata 14 settembre 2016 




Social Media Sextortion 30 novembre 2016


India, Rape videos on WhatsApp 21 novembre 2016

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Man held for rape, murder of 4-year-old 2 DICEMBRE 2016

Heroin addict brutally raped, tortured, killed 3-year-old girl 2 DICEMBRE 2016

Straniero stupra bimba di 6 anni: "Trovata in un lago di sangue"  2 DICEMBRE 2016


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CHILD RAPISTS 29 30 novembre 2016



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5-year-old girl raped by 13-year-old boy 24 novembre 2016


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8-year-old girl raped, 15-year-old gang-raped in Pakistan 26 novembre 2016

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Father who raped his 5-month-old daughter arrested in Ohio 23 NOVEMBRE 2016

Stepmother helped her husband rape his 2 children 25 novembre 2016

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Security guard repeatedly raped his minor daughter 24 novembre 2016

Inside the horrors of human trafficking (360° video) 30 NOVEMBRE 2016


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