Post in evidenza

American Carnage: Woman killed family, herself in triple murder-suicide

(KEEGO HARBOR, Mich.) — Autopsies show a suburban Detroit woman fatally shot her husband, son and daughter before killing herself. ...

AddToAny

sabato 26 novembre 2016

Stuprata in ufficio da un detenuto in permesso premio

Aveva già violentato una donna nel 1997. Nel 2004 aveva tentato un'altra violenza sessuale ed era ancora in carcere per reati che vanno dalla rapina alla ricettazione alla truffa quando, il 6 ottobre scorso, durante un permesso premio ha rapinato e abusato di una dipendente di un'associazione con sede nel centro di Bari, minacciandola con un coltellino. 

I carabinieri hanno notificato al pregiudicato barese 53enne Cosimo Damiano Panza un'ordinanza di custodia cautelare per i reati di sequestro di persona, rapina aggravata, violenza sessuale, porto abusivo di arma bianca e furto.

L'uomo, detenuto nel carcere di Lecce - dove gli è stato notificato il provvedimento cautelare a firma del gip Francesco Pellecchia - era in permesso premio proprio in quei giorni. Stando alla denuncia della vittima e alle successive indagini dei carabinieri, si è introdotto in pieno giorno nell'ufficio con una scusa e avrebbe poi estratto dalla tasca un coltellino a serramanico minacciando la donna, una 27enne, che in quel momento si trovava sola. "Dammi i soldi o ti taglio tutta", le avrebbe detto facendosi consegnare i 15 euro che aveva in borsa.

L'uomo l'ha poi costretta a seguirlo in bagno, sotto la minaccia della stessa arma, dove ha abusato di lei. La vittima è poi riuscita a fuggire dalla stanza e dall'edificio per rifugiarsi in un bar, da dove ha chiesto aiuto. Prima di darsi alla fuga, Panza ha rubato altri 350 euro da una borsa che era stata lasciata in ufficio da un'altra dipendente che era in pausa pranzo. "L'uomo - si legge negli atti giudiziari - ha agito con rapidità, spietatezza e non comune freddezza, dando atto di possedere una personalità spregevole, depravata e scellerata, espressione di un melmoso vissuto, di essere incline alla violenza e alla sopraffazione e totalmente improntato al più assoluto disprezzo per l'essere umano".


Alla sua identificazione gli investigatori, coordinati  dalla pm Simona Filoni, sono arrivati grazie alla descrizione fornita dalla vittima, incrociata con le immagini di telecamere di videosorveglianza: una del circuito cittadino e altre due private. "Nella vicenda in esame, la cui condotta si connota per il particolare allarme sociale che genera nella popolazione - rimarcano gli inquirenti baresi - è stato fondamentale non soltanto il tempestivo intervento da parte dei carabinieri, ma anche la collaborazione dei cittadini".



Ti piace?

Nessun commento:

Posta un commento

Share This

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...